Il marmo di Carrara è uno dei materiali più prestigiosi e apprezzati al mondo, noto per la sua qualità, bellezza e utilizzo storico nell’arte e nell’architettura.
Ha un passato ricco e illustre che risale all’antica Roma e al Rinascimento, tanto da esser stato utilizzato dai più grandi artisti della storia, tra cui Michelangelo, che ha scolpito in questo marmo sia il David che la Pietà.
Questo legame con il passato conferisce al marmo di Carrara un valore culturale e storico unico, ma ne dimostra anche la sua estrema versatilità. Può essere utilizzato in una vasta gamma di applicazioni, dall’architettura monumentale agli interni di lusso, dai pavimenti e rivestimenti ai mobili e accessori di design. Non a caso, la capacità di adattarsi a diversi stili e contesti è una delle sue caratteristiche più apprezzate.
Miti da raccontare e miti da sfatare
Materiale dalle mille caratteristiche e sfaccettature, Il marmo di Carrara è avvolto anche da un velo di fascino storico e artistico. Tante cose sono state dette e raccontate nel tempo, e alcune meritano di essere riproposte e/o smentite.
Ecco, quindi, una selezione di 5 miti da raccontare o da sfatare sul tema.
1. Il mito del buongiorno
Quando Michelangelo scelse il blocco di marmo per scolpire il David, si dice che abbia selezionato personalmente il materiale dalle cave di Carrara, optando per un enorme blocco di marmo, noto come “Il Gigante”, che era stato precedentemente abbandonato da altri scultori a causa di imperfezioni.
Secondo la leggenda, quando entrava nella bottega nella quale lo stava scolpendo, egli salutava il blocco di marmo ogni mattina con un “Buongiorno” e, dopo la giornata di lavoro, usciva dicendo “Buonanotte”. Questo perché Michelangelo credeva che la statua fosse già presente nel blocco e che il suo compito fosse solo liberarla.
2. La libertà dei colonnati
C’erano una volta la Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma e Gian Lorenzo Bernini. Si narra che, quando il Bernini assunse il ruolo di architetto principale della basilica, ampliò la facciata con colonne addossate, pensata dal suo predecessore Carlo Maderno, e ne estese i colonnati verso la piazza antistante; nacque così il grande spazio ellittico delimitato da due colonnati semicircolari che conosciamo oggi.
La scelta del marmo bianco di Carrara è stata cruciale, perché è riuscita a trasformare una potenziale “gabbia fisica” in un abbraccio libero e accogliente, simbolo di luce, purezza e sacralità.
3. La leggerezza che non è fragilità
Il marmo si macchia, il marmo di scheggia, il marmo si usura. Niente di tutto ciò! La convinzione che il marmo di Carrara sia fragile e delicato nasce da una serie di percezioni errate e miti che si sono diffusi nel tempo, spesso senza una reale conoscenza delle caratteristiche del materiale.
In realtà, il marmo di Carrara è noto per la sua resistenza e durevolezza, e le ragioni della sua falsa reputazione possono essere attribuite alle giuste pratiche di manutenzione da riservargli, che non sono sinonimo di fragilità, ma una pratica di uso comune da destinare a tutti i materiali naturali e prestigiosi come il marmo.
4. Il lusso della versatilità
Vi siete mai chiesti cosa lega insieme il Pantheon a Roma, l’Apple Store di Piazza Liberty a Milano, il Lincoln Memorial a Washington D.C., l’Aeroporto Internazionale di Hamad a Doha e le residenze del One Central Park a Sidney?
Si tratta ovviamente del marmo bianco di Carrara, un materiale perfetto per essere usato negli ambienti e contesti più disparati grazie alla sua combinazione unica di caratteristiche estetiche e pratiche. La sua purezza di colore, con il bianco brillante e le venature del fondo più o meno freddo, conferisce una bellezza senza tempo che si adatta sia a design classici che moderni.
5. Se è naturale, non è sostenibile
Tutt’altro! Il marmo può essere considerato un materiale sostenibile per diverse ragioni che riguardano il suo ciclo di vita, la sua durata, le pratiche di estrazione e lavorazione, e le possibilità di riciclo.
In primo luogo, la sua semplice estrazione e lavorazione comporta un minore consumo energetico e un minor impatto ambientale rispetto alla produzione di materiali artificiali.
Poi, le pratiche di estrazione del marmo sono sempre più sostenibili grazie all’adozione di tecnologie avanzate che minimizzano lo spreco e massimizzano il risultato.
Infine, il marmo può essere “trasformato”, frammentando o frantumando gli scarti di lavorazione per la creazione di nuovi materiali.
Come un diamante
Ciò che rende il marmo di Carrara particolarmente affascinante è la sua combinazione unica di bellezza estetica, significato storico, versatilità e qualità duratura. Esattamente come un diamante!
Questi elementi insieme creano un materiale che non è solo funzionale, ma anche profondamente ispirante e simbolico, e che, utilizzato in un progetto d’architettura, eleva immediatamente la percezione di lusso e qualità dell’ambiente stesso. Che si tratti di una cucina, di un bagno, di un edificio pubblico o di una scultura, il marmo di Carrara conferisce una sensazione di opulenza e raffinatezza senza tempo né paragoni.


